© rosefeather

lokibubbles:

I’ve always been a private person. I’m totally extroverted, but I’m selectively outgoing.

"It’s really tempting not to take chances. But I don’t want to be fearful. I don’t want my tombstone to say, she hid her imperfections well on the red carpet."Mindy Kaling 

patientlights:

If there’s one thing I will never understand, it’s the front covers of textbooks.

"Gentleman, how can we best create a cover that displays the core concepts of chemistry and summarizes the contents of the subject?"

"Let’s put a guy with a surfboard on it."

"Fucking brilliant, Jim." 

emeghration:

The Home of Charles Darwin,  Down House. Kent, England.

This is the greenhouse where Darwin grew all those snow peas and developed his theory of Natural Selection, as well as many other experiments.

"And then he greeted Death as an old friend"

allthingseurope:

Vienna, Austria (by *Vasek*)

heysawbones:

tally-art:

New Home Is Where The Internet Is!  Tumblr’s 10-page limit is keeping me from posting the whole thing, so head on over to the webcomic to read the rest (plus a blog post with Paris photos and doodles).

I’m going to Strasbourg tomorrow!!!  I’m so excited.  We might take a day trip into Germany and the Black Forest 8-D AHHHHHH.  Back soon, love and hugs~

-Your friend Tally

This is one of the few autobiographical slice of life comics I enjoy, and man, I sure do enjoy it.

Non mi sono mai ritenuta una persona emotiva, anzi. Due mani bastano per contare sulla punta delle dita le volte in cui ho pianto negli ultimi dieci anni. Se parliamo di film o libri c’è bisogno di due dita soltanto: uno va a Harry Potter (sette giorni di lacrime, pagine inzuppate, una strage che farebbe impallidire la più sentimentale delle fan di Nicholas Sparks - ma era la fine di un’infanzia), uno a The Fault in Our Stars. Lo avevo comprato in versione elettronica per non dover aspettare la spedizione e letto tutto d’un fiato dal mio portatile, fino a farmi lacrimare gli occhi per la luce dello schermo. E no, non sono queste le lacrime a cui mi riferisco.

Questo libro mi ha spiazzata per la semplicità e sconvolgente ironia con cui ha trattato un argomento terribile. Mi ha fatta ridere come una matta, mi ha fatta innamorare dei personaggi e quando me li ha tolti mi ha ferita come poche storie hanno saputo fare. E come con tutti i libri che ti fanno appassionare davvero, quando l’ho finito sono rimasta a fissare il vuoto sperando che continuasse, di potermi risvegliare in quel mondo per abbracciare Hazel. Purtroppo non è andata proprio così, ma sono convinta che le storie come questa non ci lascino mai davvero, e che forse un pezzettino del coraggio di Hazel mi guiderà nel mio piccolo infinito.